I Nostri Successi
- Bensos
e' stata ammessa alla finale del premio Etica e Impresa, che valorizza
i migliori accordi e le migliori pratiche di Responsabilità Sociale di
Impresa.

- Bensos
e' orgogliosa di annunciare l'avvenuta CERTIFICAZIONE
ECO - BIOLOGICA
con il marchio ICEA-AIAB "Detergenza Pulita" (.pdf 114 kB)
del primo
prodotto Bensos, il Lavastoviglie
Industriale.


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Domande e Risposte
In questa pagina il chimico risponde a varie domande
ricorrenti riguardanti i
prodotti Bensos, oppure tematiche
non inerenti specificamente la detergenza.
Per ulteriori informazioni di carattere scientifico che riteniamo
interessanti, stuzzicanti o anche solo... utili, rimandiamo al blog di
divulgazione scientifica a carattere non commerciale Scienza
"commestibile".
DOMANDE SPECIFICHE SUI PRODOTTI BENSOS
- Perche' sui prodotti Bensos ci sono il simbolo "Xi - Irritante" e altri simboli su campo arancione, che sui detersivi convenzionali non si vedono?
- Perche' sui prodotti Bensos si legge la scritta "Attenzione: il prodotto puo' inquinare i mari, i laghi e i fiumi. Non eccedere nell'uso"?
- A che cosa si riferisce la dicitura "Biodegradabilita' superiore al 90%"?
- Perche' sui prodotti Bensos si legge la scritta "Conservare fuori della portata dei bambini"?
- La pubblicazione delle formulazioni con gli INCI names e' obbligatoria?
- Perche' Bensos offre numerosi prodotti specifici, mentre altre ditte offrono pochi prodotti indicati per molti usi?
- Perche' Bensos non segue quei "dizionari" che elencano sostanze per i detersivi e cosmetici ecologici?
DOMANDE INERENTI ALTRI ARGOMENTI DI CHIMICA
- Perche' i nitrati e i nitriti sono pericolosi per la salute?
- L'ammoniaca e' sicura come detergente da usare tutti i giorni?
- L'acqua del rubinetto e' sicura? E gli apparecchi di filtrazione domestici?
- La Biowashball (pallina "magica" per lavare indumenti in lavatrice) e' un dispositivo valido?
- Alimentazione e micotossine
Perche' sui prodotti Bensos ci sono il simbolo "Xi - Irritante" e altri simboli su campo arancione, che sui detersivi convenzionali non si vedono?
Queste scritte sono obbligatorie per legge (D.Lgs. 65/2003);
la legge ne specifica perfino le dimensioni minime, al fine che siano
sempre leggibili.
Va sottolineato che "Irritante" e' relativo generalmente agli occhi
(tranne nei prodotti ad alto contenuto di acido citrico o acido
lattico, che sono irritanti per la pelle); e' tutto sommato ragionevole
che un detersivo per uso domestico possa essere irritante per gli occhi
e possa quindi richiedere un risciacquo in caso di contatto.
Quanto ai detersivi per uso professionale, fra essi sono
presenti dei prodotti corrosivi (sempre destinati all'uso con
macchine). Tale caratteristica non solo non ne inficia l'ecologicita',
bensi' la rende piu' elevata: si sfrutta la capacita' della sostanza
alcalina di saponificare i grassi, con minor bisogno di sostanze
chimiche complesse quali i tensioattivi. Ovviamente, il prodotto viene
poi risciacquato e diluito nelle acque di scarico, perdendo cosi'
completamente le proprieta' corrosive.
Si veda alla pagina dei Criteri
il paragrafo sulla "Bassa tossicita' verso le persone e
Bioaccumulazione", dove si spiega questo concetto.
Quanto ai detersivi convenzionali, le grandi marche hanno
tutte aderito a un'associazione di industrie, l'AISE,
che, in cambio di alcuni impegni presi su taluni aspetti dell'impatto
ambientale e della salute dei cittadini, possono riportare sulle
confezioni dei disegni gradevoli (file pdf 181 kB) al posto dei
riquadri a sfondo arancione. Il succo del discorso non cambia: i
detersivi sono quasi tutti materiali di cui e' importante evitare il
contatto con gli occhi, la manipolazione da parte dei bambini,
l'ingestione, etc., qualsiasi sia la forma con cui si esprimono questi
concetti.
Se si vuole "spaventare di meno" le persone (e fare un'operazione
fondamentalmente di marketing), allora ci si associa all'AISE per avere
il permesso di derogare alla legge e usare disegni "piacevoli".
Se una ditta e' troppo piccola e non puo' permettersi questo lusso,
dovra' invece usare la simbologia prevista per legge.
Perche' sui prodotti Bensos si legge la scritta "Attenzione: il prodotto puo' inquinare i mari, i laghi e i fiumi. Non eccedere nell'uso"?
Questa dicitura e' obbligatoria per legge (Decreto Legge nr. 667 del 25/11/1985, coordinato con la Legge di Conversione nr. 7 del 24/01/1986 - Art. 8).
Bensos ritiene sensato questo consiglio anche quando riportato
su detersivi ecologici: il consumatore cosi' si rende conto che non
bisogna esagerare con l'utilizzo solo perche' un prodotto e' dichiarato
"ecologico".
Per esempio, se si sversa una quantita' eccessiva di prodotto puro in
uno specchio d'acqua di ridotte dimensioni, si puo' inficiare la
biodegradazione, perche' si superano le "dosi" ottimali per i batteri
biodegradatori oppure perche' si influisce negativamente sul pH dello
specchio d'acqua.
A che cosa si riferisce la dicitura "Biodegradabilita' superiore al 90%"?
La Legge nr. 136 del 26 aprile 1983 stabilisce che "E' vietata la produzione, la detenzione, l'immissione in commercio [etc.] di detersivi quando la biodegradabilita' media dei tensioattivi sintetici in essi contenuti sia inferiore al 90 per cento per ciascuna delle seguenti categorie: anionici, cationici, non ionici, anfoliti.".
Purtroppo, questa legge non spiega molte cose che sarebbe
interessante conoscere: per esempio, il tipo di biodegradabilita'
(primaria, rapida, etc.) e quindi le metodiche analitiche da seguire
per la determinazione del dato.
Il fatto di non aver precisato la metodica implica, ad esempio, che la
biodegradazione (ossia l'eliminazione di parte o di tutto il
tensioattivo ad opera dei batteri presenti negli specchi d'acqua) possa
anche esserci, ma in tempi lunghissimi. Se passa troppo tempo (per
certe sostanze si tratta di anni!), i batteri presenti nell'ambiente
non saranno in grado di eliminare il tensioattivo in tempo, prima che
ne arrivi dell'altro (un lavaggio tira l'altro...) e il tensioattivo si
accumulera' nell'ambiente.
Non solo: a seconda del tipo di biodegradazione considerato, si
parlera' di "denaturazione" del tensioattivo (ossia di trasformazione
del tensioattivo originario in un'altra sostanza con caratteristiche
diverse, ipoteticamente anche meno biodegradabile!) oppure di
"mineralizzazione" (frazionamento delle molecole di tensioattivo nei
componenti fondamentali e non inquinanti: acqua, azoto, anidride
carbonica).
Come si puo' comprendere, la dicitura - peraltro obbligatoria
pena il ritiro del detersivo dal mercato - lascia il tempo che trova...
Va detto che il recente Reg 648/2004/CE risolve qualsiasi dubbio,
permettendo (tranne deroghe richieste specificamente dai produttori)
esclusivamente l'utilizzo di tensioattivi rapidamente biodegradabili
secondo i Test OECD 301 A-F o equivalenti.
Bensos ha scelto di utilizzare ogni singolo componente - non solo i
tensioattivi - con quest'ultima caratteristica. Infatti, i tensioattivi
sono spesso una componente minoritaria dei detersivi.
Perche' sui prodotti Bensos si legge la scritta "Conservare fuori della portata dei bambini"?
L'etichettatura dei prodotti e' svolta nel pieno rispetto
delle leggi vigenti.
Le formulazioni (anche quelle dei preparati non pericolosi) sono
comunicate all'Istituto Superiore di Sanita' affinche' questi tenga
sempre aggiornati i database dei Centri Antiveleni, per ogni
eventualita'.
I prodotti Bensos, infatti, presentano un buon profilo tossicologico
per effetti a lungo termine e per l'ambiente; tuttavia non sono ne' "da
bere" ne' da lasciare alla portata dei bambini, in quanto sono prodotti
concentrati molto sgrassanti e, in caso di ingestione, l'azione sgrassante
si puo' esplicare anche nei confronti delle mucose del tratto
gastrointestinale.
In piu', ogni sostanza chimica non alimentare (sia essa di origine
naturale, sia sintetica) presenta un valore soglia, oltre il quale puo'
dare tossicita' all'ingestione. Questo valore si abbassa (ossia diventa
piu' pericoloso) nel caso dei bambini, in quanto pesano molto meno di
un adulto ed e' sufficiente una dose proporzionalmente inferiore di
ogni sostanza per raggiungere l'effetto di tossicita'.
Gli ingredienti dei prodotti Bensos sono selezionati anche per la loro
tossicita' orale acuta relativamente bassa, ma quanto detto sopra e'
comunque valido: ogni adulto responsabile deve vigilare affinche' i
bambini non possano accedere ai contenitori dei detersivi, per
minimizzare i rischi di intossicazione.
A questo fine, Bensos mette a disposizione della clientela anche i
tappi salvabimbo (per i flaconi da 750 e 1000 ml).
La pubblicazione delle formulazioni con gli INCI names e' obbligatoria?
Gli elenchi dei componenti di ogni singola formulazione con
INCI names sono da sempre presenti sul nostro sito web e vengono tenuti
aggiornati, come da Reg 548/2004/CE e Reg 907/2006/CE. I componenti
devono essere elencati in senso decrescente per concentrazione.
La pubblicazione e' obbligatoria per i prodotti destinati all'uso
domestico, mentre non lo e' per quelli destinati all'esclusivo uso
professionale.
Nel nostro caso, fa eccezione il prodotto certificato eco-bio che, pur
essendo per esclusivo uso professionale, e' soggetto anche alle norme
inerenti la certificazione ICEA-AIAB.
Invitiamo i Consumatori a diffidare delle aziende che non pubblicano i
dati obbligatori per legge sul loro sito web.
Perche' Bensos offre numerosi prodotti specifici, mentre altre ditte offrono pochi prodotti indicati per molti usi?
Nel settore domestico e ancor piu' nel settore professionale,
si evidenzia talvolta la necessita' di differenziare alcune
caratteristiche dei prodotti in base alla destinazione d'uso.
Fra queste caratteristiche troviamo: pH, schiumogenicita', presenza o
meno di alcooli, effetto sgrassante.
Per esempio, in alcuni casi si puo' usare indifferentemente un prodotto
schiumogeno o uno non schiumogeno; in altri casi e' altamente
controindicato produrre schiuma, specialmente con l'utilizzo a
macchina.
Stesso discorso per il pH e per le altre caratteristiche.
Bensos ha il vantaggio di avere il chimico formulatore in azienda,
quindi puo' sviluppare formulazioni nuove ad hoc per ogni specifico
utilizzo, mantenendo la propria indipendenza da consulenti formulatori
esterni (i quali vanno indennizzati per ogni formulazione che viene
loro commissionata).
Perche' Bensos non segue quei "dizionari" che elencano sostanze per i detersivi e cosmetici ecologici?
Desideriamo tranquillizzare i nostri Clienti e simpatizzanti: le nostre ricerche tossicologiche ed ecotossicologiche NON si basano su presunti "dizionari" presenti su internet, generalmente approssimativi e caratterizzati dall'assenza di riferimenti a dati scientifici o a banche dati autorevoli.
Ci e' stato chiesto molte volte di fare noi stessi un elenco
semplificato di sostanze da noi ritenute "sicure"; abbiamo a lungo
rimandato per una serie di ragioni, perche' ci mancava il tempo di
realizzare un elenco ragionato.
Riteniamo che un elenco semplificato non vada bene, in quanto non
spiega niente.
Se non spiega niente, nessuno puo' farci sopra ragionamenti, tranne
considerare il fatto che tale elenco vuole porsi come "verita'
rivelata" e come tale da accettare senza discutere.
Cio' e' contrario alle nostre convinzioni piu' profonde.
Abbiamo iniziato a pubblicare su queste pagine un elenco il piu' possibile ragionato e ricco di riferimenti e spiegazioni, a portata di utente.
Un aspetto importante dell'approccio da noi ritenuto valido a
queste tematiche e' la scelta delle fonti.
I dati tossicologici sono una cosa seria, non possono essere affidati
alla valutazione pressapochista di personale non preparato.
Ognuno di noi ha una preparazione piu' specifica in un campo rispetto a
un altro; quando si ritiene di essere troppo poco preparati in una
cosa, che cosa si fa? Ci si rivolge a specialisti del settore,
specialmente quando si tratta di argomenti importanti. Pensate ad un
esempio medico: se avete un disturbo serio da approfondire, da chi
andate? Non certo dal vostro salumiere di fiducia (pur essendo di
fiducia...): andrete dal medico di base, che a sua volta vi mandera' da
uno specialista in quel particolare disturbo.
I nostri tecnici laureati, quando desiderano approfondire tematiche
tecniche in modo maggiore rispetto alla loro preparazione, si rivolgono
a docenti delle Facolta' di Ingegneria Sanitaria e Ambientale, di
Medicina e Chirurgia dell'Universita' di Brescia e dei Dipartimenti di
Chimica dell'Universita' di Pavia. Stiamo aprendo contatti anche con un
Dipartimento di Chimica dell'Universita' di Padova.
Si cercano dati, si studiano le valutazioni fatte da esperti, si fanno
valutazioni con un approccio il piu' possibile scientifico; se mancano
dati per fare valutazioni ragionevolmente affidabili, ci si rivolge ai
professori universitari per un parere autorevole.
Se non ci sono dati da noi ritenuti sufficientemente affidabili, si
sceglie di NON utilizzare una data materia prima (principio di
precauzione).
Anche i dati gia' acquisiti vanno "sorvegliati": bisogna tenersi
aggiornati e, quando possibile, eseguire ulteriori approfondimenti per
assicurarsi in continuo della ragionevole affidabilita' della sostanza
in esame.
Noi riteniamo quindi che:
- da parte nostra e di chi si avvicina a temi di questo tipo sia necessario un atteggiamento di "umilta' intellettuale" verso i dati scientifici e verso le persone veramente competenti;
- si debba porre grande attenzione nel dar credito a chicchessia, specialmente se non qualificato, vista la complessita' degli argomenti;
- sia meglio diffidare di chi propone "verita' rivelate": la certezza esatta della sicurezza di una sostanza l'avremo forse dopo cent'anni dal primo utilizzo.
Stesso discorso per coloro che propongono prodotti "biodegradabili al 100%": in chimica (e in tossicologia) non esiste ne' lo zero % ne' il 100%; in piu', la biodegradabilita' va misurata nel tempo.
Si veda a questo proposito la considerazione al punto sulla biodegradabilita' superiore al 90%.
Auguriamo a tutti una scelta consapevole.
Perche' i nitrati e i nitriti sono pericolosi per la salute?
I nitrati non sono di per se' molto tossici; ben di piu' lo
sono i nitriti, che da essi originano per azione di enzimi presenti
nell'organismo. Per reazioni simili, dai nitriti si sviluppano poi le
cancerogene nitrosammine.
I nitriti, se presenti nel sangue, si sostituiscono all'ossigeno
legandosi all'emoglobina e trasformandola in metaemoglobina, rendendola
indisponibile al trasporto di ossigeno.
Tale reazione non e' irreversibile: la metaemoglobina viene nuovamente
ritrasformata in emoglobina per azione dell'enzima
metaemoglobina-riduttasi. Il pericolo si crea quando invece di un
adulto e' un neonato ad assumere dosi di nitrati, poiche' esso dispone
di poca emoglobina e di poca riduttasi: essendo la formazione di
nitrito molto rapida, si puo' raggiungere il valore limite di
tossicita' molto prima rispetto all'organismo adulto.
Per questa ragione, la concentrazione di nitrati ammessa nelle acque
destinate ai neonati deve essere piu' bassa rispetto alle acque
destinate agli adulti.
Le conseguenze di un avvelenamento acuto da nitriti vanno da sintomi di
stanchezza fino al soffocamento e alla morte.
Anche se non si raggiungono livelli tali da manifestare i sintomi di avvelenamento acuto, un'assunzione abituale di nitriti puo' generare indirettamente avvelenamento cronico perche' danno luogo alla formazione di N-nitrosammine, che sono provatamente cancerogene sull'Uomo (fonte IARC: Carc1).
Nell'ambiente esistono i batteri denitrificanti, che
demoliscono i nitrati a dare azoto gassoso (del tutto innocuo: e' il
componente maggioritario dell'aria che respiriamo) e ossigeno. Nelle
zone agricole, dove e' elevata la presenza di nitrati provenienti dai
liquami di orgine animale usati come ammendanti, talvolta la capacita'
dell'ambiente di autosmaltire i nitrati e' inficiata dall'eccessiva
concentrazione di tali sostanze.
Ne e' possibile conseguenza l'inquinamento delle falde acquifere, con
le conseguenze sopra descritte. Bibliografia:
"Atlante di Ecologia" - Hoepli (ed. 1998)
L'ammoniaca e' sicura come detergente da usare tutti i giorni?
L'ammoniaca (C.A.S. nr. 7664-41-7) e' ufficialmente
etichettata come tossica per inalazione per l'Uomo e altamente tossica
per gli organismi acquatici.
Senza considerare l'intossicazione dovuta a sversamenti di ammoniaca
concentrata direttamente sul corpo, sono documentati numerosi casi di
intossicazione acuta dovuta a semplice inalazione o esposizione degli
occhi ai vapori.
Fra i vari sintomi di esposizione eccessiva ai vapori dell'ammoniaca vi
sono:
- irritazione anche severa delle mucose del tratto respiratorio;
- irritazione anche severa degli occhi:
"l'ammoniaca ha una tendenza maggiore rispetto alle altre
sostanze alcaline di penetrare nell'iride e di danneggiarlo, di causare
cataratta e ustioni severe, ... , glaucoma"
[Grant, W.M. Toxicology of the Eye. 3rd ed. Springfield, IL:
Charles C. Thomas Publisher, 1986., p. 87];
- problemi respiratori;
- problemi neurologici.
Alcune osservazioni indicative:
- "Il vapore anche a basse concentrazioni e' estremamente
irritante per la pelle, gli occhi e il tratto respiratorio".
[Gosselin, R.E., R.P. Smith, H.C. Hodge. Clinical Toxicology of Commercial Products. 5th ed. Baltimore: Williams and Wilkins, 1984., p. III-22]. - "L'analisi dei dati ottenuti nella sorveglianza di impianti
[di produzione] stabilisce il limite di rivelazione sotto i 5 ppm
[ossia l'olfatto umano sente l'odore dell'ammoniaca quando essa e'
presente nell'aria alla concentrazione di 3,5 mg/m3, molto bassa] e il
livello di malessere a 20-25 ppm [che corrisponde a una concentrazione
di 14-18 mg/m3, ossia 4-5 volte tanto rispetto al limite di rivelazione
dell'olfatto umano]".
[American Conference of Governmental Industrial Hygienists. Documentation of the Threshold Limit Values and Biological Exposure Indices. 5th ed. Cincinnati, OH: American Conference of Governmental Industrial Hygienists, 1986., p. 27]
Esiste anche una tossicologia cronica:
- vi sono vari dati di cancerogenicita' sui ratti, fra cui il
seguente rappresentativo:
"la somministrazione a ratti per via orale di ammoniaca allo 0.01% nell'acqua per 24 settimane ha dato la formazione di tumori allo stomaco."
[TSUJII,M, KAWANO,S, TSUJI,S, NAGANO,L, ITO,T, HAYASHI,N, FUSAMOTO,H, KAMADA,T AND TAMURA,K; AMMONIA: A POSSIBLE PROMOTOR IN HELICOBACTER PYLORI-RELATED GASTRIC CARCINOGENESIS; CANCER LETT. 65(1):15-18, 1992] - fra le varie analisi di mutagenicita' negative, il database
RTECS (nr. BO0875000, aggiornamento: novembre 2006) riporta invece dati
positivi al test, fra cui il seguente:
"«Analisi citogenetica su ratto per inalazione di 19800 UG/M3/16W" (ossia 19,8 mg/m3 in 16 settimane).
[Biologicheskii Zhurnal Armenii. Biological Journal of Armenia. (V/O Mezhdunarodnaya Kniga, 113095 Moscow, USSR) V.19- 1966-27(6),102,1974]
Fonti: database tossicologici Toxnet (HSDB, GENE-TOX, CCRIS), NIOSH, RTECS.
L'acqua del rubinetto e' sicura? E gli apparecchi di filtrazione domestici?
Faro' accenni brevi a questo argomento, in attesa di trovare
il tempo materiale per sviluppare meglio il discorso. Mi preme comunque
iniziarlo, perche' vorrei che si puntasse l'attenzione su alcuni
aspetti poco noti.
L'acqua del rubinetto e' potabile e batteriologicamente pura;
responsabile della sua sicurezza per la salute e' il Gestore
dell'acquedotto, al quale bisogna rivolgersi in caso di dubbi sulla
qualita' dell'acqua erogata.
I valori di concentrazione ammessi per alcuni parametri (es.: nitrati)
sono addirittura piu' bassi rispetto a quelli ammessi nelle acque in
bottiglia, per i quali parametri l'acqua del rubinetto e' da ritenersi
ancora piu' sicura.
Nell'acqua di rubinetto possono tuttavia essere presenti i residui dei
processi di potabilizzazione (genericamente siglati DBP), che comunque
sono presenti in quantita' non dannose per la salute.
Il mio docente di tesi, il coltissimo prof. Riganti (Ordinario di
Chimica Merceologica, Univ. Pavia), mi ha sempre consigliato di bere
l'acqua del rubinetto perche' e' igienicamente sicura. Aggiungo io che
e' un servizio per la comunita' che va sfruttato non solo per l'igiene
personale o per lavare la macchina: e' un bene di elevata qualita' e di
basso costo per le famiglie.
Ricordo che lo stesso professore, insieme ad altri illustri colleghi,
spiegava bene in un convegno qualche anno fa ("Acque confezionate per
il consumo umano", 24a Giornata di Studio di Ingegneria
Sanitaria e Ambientale, Univ. Studi Brescia, 12/12/2003) un
accorgimento atto ad evitare di esporsi a un certo tipo di inquinanti,
provenienti non gia' dall'acquedotto, bensi' da tubi e rubinetterie di
casa.
Egli consigliava, in caso di mancato utilizzo del rubinetto per un paio
di giorni o piu', di far scorrere per un po' l'acqua del rubinetto, in
modo da essere sicuri di aver vuotato il tratto di tubazione che
presumibilmente era rimasto pieno di acqua stagnante nei giorni
passati, prima di usarla da bere o per cucinare.
La ragione risiede nella composizione chimica dei rubinetti: la grande
maggioranza di essi e' fatta di ottone (ossia una lega rame-zinco)
addizionata di piombo. La lega ternaria di questo tipo maggiormente
utilizzata e' cosi' formata: CuZn40Pb2. Il piombo e' messo per
migliorare la lavorabilita' della lega metallica da parte delle
macchine utensili che producono i rubinetti.
Se si fanno due calcoli, tale lega contiene il 13,4% in peso di piombo.
Fra i 3 metalli contenuti, e' quello con il maggiore impatto sulla
salute umana, sebbene anche gli altri non siano esenti da tossicita' se
assunti in concentrazioni elevate.
Il fatto e' che, da analisi effettuate, l'acqua che e' rimasta per
molte ore dentro un rubinetto di ottone al piombo, oppure nella
tubazione adiacente al rubinetto, e' particolarmente carica di metalli
pesanti e in particolare di piombo, originati per cessione proprio dal
rubinetto.
E' sufficiente far scorrere l'acqua per pochi minuti, per eliminare in
massima parte questo inconveniente.
Riferimenti:
Consigli
sui componenti di una cucina
Wikipedia
sull'ottone
Istituto Italiano del Rame
Brevemente (per ora), a chi mi pone domande sugli impiantini domestici di addolcimento-filtrazione delle acque di rubinetto vorrei dare alcuni consigli:
- installateli solo se avete davvero bisogno di modificare le proprieta' organolettiche dell'acqua del vostro rubinetto, oppure se la vostra acqua e' eccessivamente alcalina e i vostri elettrodomestici ne soffrono. L'acqua di durezza normale (20°-25°F) in genere non necessita di tali trattamenti per essere bevuta;
- se l'impianto che avete installato e' dotato di resine a scambio ionico, l'acqua che ne esce non solo sara' poco calcarea, ma anche molto carica di ioni sodio (controindicati in caso di ipertensione arteriosa), quindi va assunta con grande cautela, senz'altro meglio se miscelata con acqua non trattata;
- se nell'impianto ci sono i carboni attivi (che non servono per trattenere i nitrati, bensi' solo per declorare e per trattenere altre sostanze), per legge l'acqua che esce da essi deve essere trattata da un apposito dispositivo di disinfezione (lampade UV, clorazione, argento) perche' diventano facilmente sede proliferativa di batteri.
- L'eventuale dispositivo di osmosi inversa a mio parere puo'
diventare anch'esso sede di batteri, se portato oltre la sua durata
consigliata. Va citata la ricerca di Altro Consumo nr. 164 del 2003, in
base alla quale talvolta i batteri iniziano a svilupparsi in modo
considerevole perfino prima della scadenza dei dispositivi.
Mi e' stato riferito che taluni installatori non solo non effettuano analisi chimiche e/o batteriologiche ne' prima (per verificare l'effettiva necessita' o meno di applicare l'apparecchiatura e con quale dimensionamento) ne' dopo l'installazione (per verificarne se non altro il buon funzionamento), ma si defilano nel caso che cio' venga loro richiesto, adducendo scuse varie, quali la non responsabilita' in merito.
Fermo restando che questo aspetto delle responsabilita' andrebbe chiarito dal punto di vista giuridico, consiglio agli utenti di far analizzare periodicamente le acque in uscita da questi apparecchi dal punto di vista microbiologico, nel caso che venga abitualmente bevuta. - Le lampade UV usate per la disinfezione sono di per se' un
buon dispositivo, che pero' ha bisogno anch'esso della sua
manutenzione. Ponendo che la lampada UV sia giustamente dimensionata (e
quindi sia sufficientemente potente per la sua destinazione d'uso), va
tenuto controllato il grado di usura, in quanto superata la sua durata
massima essa perde man mano potenza e capacita' di disinfezione.
Approfondimento: Societa' Italiana Trattamento Acque S.r.l. - L'installazione di questi apparecchi in ambiente domestico e' regolamentata dal Decreto Ministeriale n. 443 del 21/12/1990 - Regolamento recante disposizioni tecniche concernenti apparecchiature per il trattamento domestico di acque potabili (G.U. 26/01/1991, n. 24).
La Biowashball (pallina "magica" per lavare indumenti in lavatrice) e' un dispositivo valido?
Noi produciamo detersivi per lavatrice, quindi potremmo essere
considerati non obiettivi, nella valutazione dell'utilita' di questo
dispositivo. E' anche vero, tuttavia, che potremmo proporlo insieme ai
nostri prodotti, se le sue applicazioni fossero davvero interessanti.
Chiarito questo, rimandiamo ai seguenti links che ci sembra esprimano
appieno il nostro pensiero in merito: Biowashball-una-palla
e biowashball-ne-parla-[...]
con un'unica aggiunta, riguardante le presunte proprieta'
disinfettanti.
Il fatto che la Biowashball possa deodorare i capi e trattenere qualche
particella di sporco e' probabilmente da attribuirsi a fenomeni di
adsorbimento da parte delle ceramiche porose contenutevi. Il fatto
pero' che tale dispositivo sia in grado di eliminare i germi patogeni
nell'acqua della vostra lavatrice" e' un'affermazione
quantomeno pericolosa a farsi: nella lavatrice sono presenti tubazioni
che svolgono un effetto "sifone", per cui non si svuotano mai
dall'acqua e, soprattutto per questa ragione, la macchina andrebbe
lavata con un agente disinfettante (candeggina diluita o simili) ogni
qualche mese, per evitare il proliferare di batteri e muffe; l'utilizzo
del detersivo a ogni lavaggio tutela solo in parte da questa
proliferazione. Gli utenti potranno facilmente immaginare che cosa puo'
succedere in una lavatrice se si lavano i capi (specialmente la
biancheria intima) con un agente lavante di scarsa efficacia o anche
con sola acqua: a lungo andare, senza che ce ne si accorga ci potra'
essere proliferazione di batteri e funghi, alcuni dei quali introdotti
tramite i nostri stessi capi di vestiario.
Cio' che intendo dire e': non serve disinfettare la macchina a ogni lavaggio (i nostri anticorpi ci proteggono a sufficienza da quei pochi batteri presenti, a patto che si usi abitualmente un detersivo efficace e che ogni tanto si lavi la macchina con un po' di candeggiante), ma non e' neppure il caso di lavare solo con acqua, trasformando la macchina in un'incubatrice per microorganismi...
Alimentazione e micotossine
Di seguito riportiamo un documento pdf che raccoglie gli
appunti del chimico presi a un convegno svoltosi nel 2004 a Piacenza:
“MUFFE E MICOTOSSINE: DAL CAMPO AL PIATTO”.
Appena possibile, cercheremo materiale piu' aggiornato da affiancare a
questo. Le informazioni contenute sono comunque interessanti, in quanto
si trattava di un convegno ad alto livello, organizzato dall'Istituto
Superiore di Sanita': appunti
convegno micotossine.
