Gli interferenti endocrini alla luce delle recenti discussioni

Le sostanze indicate o sospettate di essere interferenti con il sistema endocrino sono alla ribalta per le discussioni sui pesticidi. Ovviamente, sappiamo che non è solo questa categoria di sostanze a essere interessata dal problema, ma anche alcune fra quelle utilizzate in detergenza e in cosmetica. Approfittiamo quindi della discussione in corso per approfondire.

Gli esperti (come il prof. A. Moretto, associato presso l’Università degli Studi di Milano e direttore del Centro Internazionale per gli Antiparassitari e la Prevenzione Sanitaria presso l’Ospedale Sacco) sostengono giustamente che la definizione di “interferente endocrino” può essere soggetta a varie interpretazioni: per esempio, molti alimenti interferiscono temporaneamente con il funzionamento delle ghiandole endocrine (es.: lo zucchero con la secrezione di insulina da parte del pancreas), ma non si tratta sempre di una situazione patologica. In questi casi si evidenzia bene il fatto che, a seconda della sostanza, valutare la dose è importante; non solo, bisogna anche capire se l’effetto è negativo oppure no. Si nota anche il fatto che, per i pesticidi così come per altre sostanze, estendere determinate tossicità a intere categorie di sostanze non ha alcun senso: ogni sostanza è a sé e va valutata isolatamente. [Fonte: Agronotizie.it]

Per riportarci a detergenza e cosmesi, consideriamo per esempio lo studio di un ente pubblico americano pubblicato su Pubmed in cui si evidenzia la probabile correlazione fra seri problemi endocrini in bambini e gli olii essenziali di lavanda e di Tea tree. Trattandosi di sostanze di origine naturale, per di più associate a profumi gradevoli e, tradizionalmente, a effetti lenitivi sulla pelle, le persone tendono a non prendere in considerazione l’idea che possano essere tossiche. Invece, in questo caso anche le dosi relativamente piccole contenute nei saponi e detergenti utilizzati dai bambini sono state in grado di manifestare una tossicità preoccupante.

Concludendo, possiamo individuare i seguenti punti chiave del discorso:

  • gli scienziati esperti in Tossicologia possono misurare e stimare il grado di tossicità di una sostanza, che va considerata tossica o meno non solo considerando se ha manifestato un certo tipo di tossicità (qualitativamente), ma anche a quale grado di aggressività (quantitativamente);
  • le categorie di sostanze, soprattutto se si parla di macrocategorie fatte da sostanze diverse fra loro, in Tossicologia non hanno valore scientifico: ogni sostanza va sottoposta a una valutazione.

Per questo, da sempre Bensos considera i dati tossicologici disponibili in letteratura scientifica in modo da valutare l’aggressività delle sostanze, scartando gli ingredienti considerati tossici sulla base di parametri numerici, di dati epidemiologici e di valutazioni tossicologiche effettuate da enti pubblici e università.


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