RISPOSTE A DOMANDE VARIE
In questa pagina il chimico risponde a varie domande ricorrenti, in genere provenienti da clienti che desiderano soddisfare delle curiosita', oppure che hanno necessita' di approfondire alcune tematiche non inerenti specificamente la detergenza.
- Perche' i nitrati e i nitriti sono pericolosi per la salute?
- L'ammoniaca e' sicura come detergente da usare tutti i giorni?
- L'acqua del rubinetto e' sicura? E gli apparecchi di filtrazione domestici?
Perche' i nitrati e i nitriti sono pericolosi per la salute?
I nitrati non sono di per se' molto tossici; ben di piu' lo sono i nitriti, che da essi originano per
azione di enzimi presenti nell'organismo.
Per reazioni simili, dai nitriti si sviluppano poi le cancerogene nitrosammine.
I nitriti, se presenti nel sangue, si sostituiscono all'ossigeno legandosi all'emoglobina e
trasformandola in metaemoglobina, rendendola indisponibile al trasporto di ossigeno.
Tale reazione non e' irreversibile: la metaemoglobina viene nuovamente ritrasformata in emoglobina
per azione dell'enzima metaemoglobina-riduttasi. Il pericolo si crea quando invece di un adulto e' un neonato
ad assumere dosi di nitrati, poiche' esso dispone di poca emoglobina e di poca riduttasi: essendo la formazione
di nitrito molto rapida, si puo' raggiungere il valore limite di tossicita' molto prima rispetto all'organismo adulto.
Per questa ragione, la concentrazione di nitrati ammessa nelle acque destinate ai neonati
deve essere piu' bassa rispetto alle acque destinate agli adulti.
Le conseguenze di un avvelenamento acuto da nitriti vanno da sintomi di stanchezza fino al soffocamento e alla morte.
Anche se non si raggiungono livelli tali da manifestare i sintomi di avvelenamento acuto, un'assunzione abituale di nitriti puo'
generare indirettamente avvelenamento cronico perche' danno luogo alla formazione di N-nitrosammine, che sono provatamente cancerogene
sull'Uomo (fonte IARC: Carc1).
Nell'ambiente esistono i batteri denitrificanti, che demoliscono i nitrati a dare azoto gassoso (del tutto innocuo: e' il componente maggioritario dell'aria che respiriamo)
e ossigeno. Nelle zone agricole, dove e' elevata la presenza di nitrati provenienti dai liquami di orgine animale usati come ammendanti,
talvolta la capacita' dell'ambiente di autosmaltire i nitrati e' inficiata dall'eccessiva concentrazione di tali sostanze.
Ne e' possibile conseguenza l'inquinamento delle falde acquifere, con le conseguenze sopra descritte.
Bibliografia:
"Atlante di Ecologia" - Hoepli (ed. 1998)
L'ammoniaca e' sicura come detergente da usare tutti i giorni?
L'ammoniaca (C.A.S. nr. 7664-41-7) e' ufficialmente etichettata come tossica per
inalazione per l'Uomo e altamente tossica per gli organismi acquatici.
Senza considerare l'intossicazione dovuta a sversamenti di ammoniaca concentrata
direttamente sul corpo, sono documentati numerosi casi di intossicazione acuta dovuta a
semplice inalazione o esposizione degli occhi ai vapori.
Fra i vari sintomi di esposizione eccessiva ai vapori dell'ammoniaca vi sono:
- irritazione anche severa delle mucose del tratto respiratorio;
- irritazione anche severa degli occhi:
«l'ammoniaca ha una tendenza maggiore rispetto alle altre sostanze alcaline di penetrare nell'iride e di danneggiarlo, di causare cataratta e ustioni severe, ... , glaucoma»
- [Grant, W.M. Toxicology of the Eye.
3rd ed. Springfield, IL: Charles C. Thomas Publisher, 1986., p. 87];
- problemi respiratori;
- problemi neurologici.
Alcune osservazioni indicative:
- «Il vapore anche a basse concentrazioni e' estremamente irritante per la pelle, gli
occhi e il tratto respiratorio».
- [Gosselin, R.E., R.P. Smith, H.C. Hodge. Clinical Toxicology of Commercial Products.
5th ed. Baltimore: Williams and Wilkins, 1984., p. III-22].
- «L'analisi dei dati ottenuti nella sorveglianza di impianti [di produzione] stabilisce
il limite di rivelazione sotto i 5 ppm [ossia l'olfatto umano sente l'odore
dell'ammoniaca quando essa e' presente nell'aria alla concentrazione di 3,5
mg/m3, molto bassa] e il livello di malessere a 20-25 ppm [che corrisponde a una
concentrazione di 14-18 mg/m3, ossia 4-5 volte tanto rispetto al limite di
rivelazione dell'olfatto umano]».
- [American Conference of Governmental Industrial Hygienists. Documentation of the Threshold Limit Values
and Biological Exposure Indices. 5th ed. Cincinnati, OH: American Conference of
Governmental Industrial Hygienists, 1986., p. 27]
Esiste anche una tossicologia cronica:
- vi sono vari dati di cancerogenicita' sui ratti, fra cui il seguente rappresentativo:
«la somministrazione a ratti per via orale di ammoniaca allo 0.01% nell'acqua per 24 settimane ha dato la formazione di tumori allo stomaco.»
- [TSUJII,M, KAWANO,S, TSUJI,S, NAGANO,L, ITO,T, HAYASHI,N,
FUSAMOTO,H, KAMADA,T AND TAMURA,K; AMMONIA: A POSSIBLE PROMOTOR IN HELICOBACTER
PYLORI-RELATED GASTRIC CARCINOGENESIS; CANCER LETT. 65(1):15-18, 1992]
- fra le varie analisi di mutagenicita' negative, il database RTECS (nr. BO0875000,
aggiornamento: novembre 2006) riporta invece dati positivi al test, fra cui il
seguente:
«Analisi citogenetica su ratto per inalazione di 19800 UG/M3/16W» (ossia 19,8 mg/m3 in 16 settimane).
- [Biologicheskii Zhurnal Armenii. Biological Journal of Armenia. (V/O Mezhdunarodnaya
Kniga, 113095 Moscow, USSR) V.19- 1966-27(6),102,1974]
Fonti: database tossicologici Toxnet (HSDB, GENE-TOX, CCRIS), NIOSH, RTECS.
L'acqua del rubinetto e' sicura? E gli apparecchi di filtrazione domestici?
Faro' accenni brevi a questo argomento, in attesa di trovare il tempo materiale per
sviluppare meglio il discorso. Mi preme comunque iniziarlo, perche' vorrei che si puntasse
l'attenzione su alcuni aspetti poco noti.
L'acqua del rubinetto e' potabile e batteriologicamente pura; responsabile della sua sicurezza per la salute e'
il Gestore dell'acquedotto, al quale bisogna rivolgersi in caso di dubbi sulla qualita'
dell'acqua erogata.
I valori di concentrazione ammessi per alcuni parametri (es.: nitrati) sono addirittura piu' bassi
rispetto a quelli ammessi nelle acque in bottiglia, per i quali parametri l'acqua del rubinetto e'
da ritenersi ancora piu' sicura.
Nell'acqua di rubinetto possono tuttavia essere presenti i residui dei processi di potabilizzazione
(genericamente siglati DBP), che comunque sono presenti in quantita' non dannose per la salute.
Il mio docente di tesi, il coltissimo prof. Riganti (Ordinario di Chimica Merceologica, Univ. Pavia),
mi ha sempre consigliato di bere l'acqua del rubinetto perche' e' igienicamente sicura. Aggiungo io che e'
un servizio per la comunita' che va sfruttato non solo per l'igiene personale o per lavare la macchina:
e' un bene di elevata qualita' e di basso costo per le famiglie.
Ricordo che lo stesso professore, insieme ad altri illustri colleghi, spiegava bene in un convegno
qualche anno fa ("Acque confezionate per il consumo umano", 24a Giornata di Studio di
Ingegneria Sanitaria e Ambientale, Univ. Studi Brescia,
12/12/2003) un accorgimento atto ad evitare di esporsi a un certo tipo di inquinanti, provenienti non gia'
dall'acquedotto, bensi' da tubi e rubinetterie di casa.
Egli consigliava, in caso di mancato utilizzo del rubinetto per un paio di giorni o piu', di far scorrere
per un po' l'acqua del rubinetto, in modo da essere sicuri di aver vuotato il tratto di tubazione che
presumibilmente era rimasto pieno di acqua stagnante nei giorni passati, prima di usarla da bere o per cucinare.
La ragione risiede nella composizione chimica dei rubinetti: la grande maggioranza di essi e' fatta di ottone
(ossia una lega rame-zinco) addizionata di piombo. La lega ternaria di questo tipo maggiormente utilizzata e' cosi' formata:
CuZn40Pb2. Il piombo e' messo per migliorare la lavorabilita' della lega metallica da parte delle macchine utensili
che producono i rubinetti.
Se si fanno due calcoli, tale lega contiene il 13,4% in peso di piombo.
Fra i 3 metalli contenuti, e' quello con il maggiore impatto sulla salute umana, sebbene anche gli altri non siano esenti da
tossicita' se assunti in concentrazioni elevate.
Il fatto e' che, da analisi effettuate, l'acqua che e' rimasta per molte ore dentro un rubinetto di ottone
al piombo, oppure nella tubazione adiacente al rubinetto, e' particolarmente carica di metalli pesanti e in particolare
di piombo, originati per cessione proprio dal rubinetto.
E' sufficiente far scorrere l'acqua per pochi minuti, per eliminare in massima parte questo inconveniente.
Riferimenti:
Consigli sui componenti di una cucina
Wikipedia sull'ottone
Istituto Italiano del Rame
Brevemente (per ora), a chi mi pone domande sugli impiantini domestici di addolcimento-filtrazione delle acque
di rubinetto vorrei dare alcuni consigli:
- installateli solo se avete davvero bisogno di modificare le proprieta' organolettiche dell'acqua del vostro
rubinetto, oppure se la vostra acqua e' eccessivamente alcalina e i vostri elettrodomestici ne soffrono.
L'acqua di durezza normale (20°-25°F) in genere non necessita di tali trattamenti per essere bevuta;
- se l'impianto che avete installato e' dotato di resine a scambio ionico, l'acqua che ne esce non solo sara' poco calcarea, ma anche molto carica di ioni sodio (controindicati in caso di ipertensione arteriosa), quindi va assunta con grande cautela, senz'altro meglio se miscelata con acqua non trattata;
- se nell'impianto ci sono i carboni attivi (che non servono per trattenere i nitrati, bensi' solo per declorare e per trattenere altre sostanze), per legge l'acqua che esce da essi deve essere trattata da un apposito dispositivo di disinfezione (lampade UV, clorazione, argento) perche' diventano facilmente sede proliferativa di batteri.
- l'eventuale dispositivo di osmosi inversa a mio parere puo' diventare anch'esso sede di batteri, se portato oltre la
sua durata consigliata. Va citata la ricerca di Altro Consumo nr. 164 del 2003, in base alla quale talvolta i batteri iniziano
a svilupparsi in modo considerevole perfino prima della scadenza dei dispositivi.
Mi e' stato riferito che taluni installatori non solo non effettuano analisi chimiche e/o batteriologiche ne' prima (per verificare l'effettiva necessita' o meno di applicare l'apparecchiatura e con quale dimensionamento) ne' dopo l'installazione (per verificarne se non altro il buon funzionamento), ma si defilano nel caso che cio' venga loro richiesto, adducendo scuse varie, quali la non responsabilita' in merito.
Fermo restando che questo aspetto delle responsabilita' andrebbe chiarito dal punto di vista giuridico, consiglio agli utenti di far analizzare periodicamente le acque in uscita da questi apparecchi dal punto di vista microbiologico, nel caso che venga abitualmente bevuta. - Le lampade UV usate per la disinfezione sono di per se' un buon dispositivo, che pero' ha bisogno anch'esso della sua manutenzione.
Ponendo che la lampada UV sia giustamente dimensionata (e quindi sia sufficientemente potente per la sua destinazione d'uso),
va tenuto controllato il grado di usura, in quanto superata la sua durata massima essa perde man mano potenza e capacita' di disinfezione.
Approfondimento: Societa' Italiana Trattamento Acque S.r.l. - L'installazione di questi apparecchi in ambiente domestico e' regolamentata dal Decreto Ministeriale n. 443 del 21/12/1990 - Regolamento recante disposizioni tecniche concernenti apparecchiature per il trattamento domestico di acque potabili (G.U. 26/01/1991, n. 24).