bartaliCi è capitato che qualcuno ci chiedesse se produciamo personalmente i nostri prodotti o se li facciamo fare da un “contoterzista”.

A parte i detergenti cosmetici, produciamo tutto in azienda con la famosa “cura artigianale”.
Che cosa c’è dietro questa definizione? E quali sono le ragioni di fondo?

Le motivazioni sono varie. Innanzitutto il desiderio fin dall’inizio di “toccare con mano” le materie prime, con il piacere tipico del chimico che tratta le sostanze come se fossero cagnolini e procede al loro addestramento, verificandone di volta in volta i comportamenti nelle varie situazioni, come se avessero ognuno il proprio carattere!

Hanno la loro importanza anche il fatto di mantenere il riserbo sulle formulazioni e l’esigenza che, per “comodità” di produzione, non vengano aggiunte sostanze non ecologiche da parte di operatori poco scrupolosi. Questi aspetti ci hanno fatto decidere di occuparci personalmente della produzione, con tutto ciò che questa scelta implica.

Art_BsOggi_07-01-2010_rid Ecco un articolo che spiega com’e’ nata l’azienda:

Ed ecco il video dell’intervista fattaci da Curriculum Verde.

All’inizio pensavamo che bastasse procurarsi la miglior strumentazione possibile, in particolare bilance precisissime, e applicare la massima precisione possibile sia nel produrre 100 grammi sia una tonnellata di prodotto: massima riproducibilità nell’applicazione del metodo, massima affidabilità del prodotto e corrispondenza fra un lotto e l’altro.

Così Silvia partì con la sua piccola ditta di produzione. Verificò solo in seguito che… si era aperto un mondo ai suoi occhi inesperti! Come ben sanno i colleghi produttori artigiani, per esempio i piccoli caseifici, i produttori di confetture, tutti coloro insomma che devono gestire non solo gli aspetti commerciali ma anche le problematiche produttive (e gli incidenti di percorso, come il rovesciare inavvertitamente qualcosa durante la produzione e dover perdere ore e ore a pulire…) la produzione è una cosa proprio impegnativa!

Però, come tutti i sani lavori manuali – a patto che siano compensati da un gratificante lavoro intellettuale – ha qualcosa di liberatorio, quasi di “catartico”…

Scherzi a parte, ci si sente sempre messi alla prova: oltre ad aver ideato un prodotto che risponda alle esigenze dei consumatori, bisogna anche produrlo “come si deve”…

Dalle nostre parti si dice: “Hai voluto la bicicletta? E allora… pedala!”

Pedaliamo… puf puf…

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