Meglio evitare il fosforo nei detersivi

Pesce_algheI componenti a base di fosforo nei detersivi sono sempre stati molto usati, in quanto migliorano l’efficacia dei tensioattivi specialmente in presenza di acque calcaree. Essi però vanno evitati per alcune ragioni.

La prima ragione è che favoriscono l’eutrofizzazione, ossia la crescita incontrollata delle alghe mediante meccanismi complessi, con effetti letali irreversibili sulla fauna acquatica. La Commissione Europea sta approfondendo proprio in questo periodo (si veda il documento SWD(2014) 263 dell’1 agosto 2014 sull’uso sostenibile del fosforo) le tematiche correlate a questo elemento chimico.

I composti del fosforo più semplici sono i fosfati, che hanno origine minerale (con problematiche relative al contenuto in metalli pesanti quali il cadmio) o animale (da guano di uccelli acquatici o da ossa di animali). Sono molto utilizzati in agricoltura, che costituisce una delle cause maggiori di eutrofizzazione delle acque.

Alcuni composti del fosforo più specifici e performanti in detergenza sono genericamente denominati “fosfonati“; vengono utilizzati in particolare per i prodotti per lavatrice e per lavastoviglie. Sono approvati anche dalla normativa Ecolabel e, in ragione della loro origine rinnovabile, dalle certificazioni biologiche, mentre non sono permesse dalla restrittiva Good Environmental Choice (Bra Miljoval). Perché? I fosfonati sono sostanze non biodegradabili. Alcuni studi di laboratorio ne testimonierebbero la fotodegradabilità (ossia la degradazione tramite luce solare); tuttavia studi indipendenti hanno dimostrato che, nell’ambiente naturale, queste sostanze non hanno nessuna tendenza a volatilizzarsi: essendo formate da molecole ben più pesanti dell’acqua (per non parlare dell’aria), tendono invece ad andare a fondo nei laghi e nei fiumi, annidandosi nei sedimenti e rimanendovi inalterati per anni.

Oltre al problema della biodegradazione, i fosfonati sono critici anche per le loro proprietà tossicologiche: per portare un esempio, il fosfonato denominato etidronic acid è tossico per il ciclo riproduttivo (riduzione della fertilità) e teratogeno (malformazioni fetali) in mammiferi a dosi preoccupanti.

Per il momento, la normativa più aggiornata in Europa (Reg 259/2012/CE) prevede che il fosforo non debba superare gli 0,5 g/dose nei detersivi per bucato domestico e gli 0,3 g/dose nei detersivi per lavastoviglie domestica. In Italia, il Decreto 21 del 6 febbraio 2009 stabilisce limiti pari allo 0,5% per i coadiuvanti di lavaggio, 1% per preparati per bucato per uso domestico e per comunità nonché per lavapiatti a mano, 6% per preparati per lavastoviglie.

In realtà, è possibile evitare del tutto l’utilizzo di tali sostanze senza diminuire l’efficacia. Lo dimostrano i prodotti Bensos, che non contengono composti del fosforo in nessuna forma.



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