Le tute da lavoro sporche di morchia (olii e grassi da fonderia o da officina meccanica), si sa, andrebbero sempre pretrattate e possibilmente soffregate con spazzola.

Ma… se non si ha tempo? Se risultasse un lavoro troppo faticoso, o comunque troppo impegnativo a fronte di tante altre incombenze giornaliere?

Ecco un metodo efficace senza pretrattare, per un carico di 5 Kg di bucato a 40°C:

Far riempire la macchina di acqua e iniziare il lavaggio; poco dopo fermarla e lasciare in ammollo per alcune ore (4, 5 o più), per poi far ripartire e completare il lavaggio. Utilizzando temperature maggiori, si può ridurre il tempo di ammollo.

Nelle grandi aziende, le tute da lavoro vengono fatte lavare da ditte specializzate, che utilizzano alte temperature e prodotti a base di soda caustica. Il tipo di sporco in oggetto è, in effetti, molto duro da togliere: gli olii e i grassi minerali usati nell’industria metalmeccanica sono studiati apposta per lubrificare in modo efficiente meccanismi che altrimenti sarebbero soggetti a usura, con elevato grado di stress meccanico, talvolta alte temperature di esercizio e pressioni elevate; si tratta di sostanze tenaci e certamente non studiate per essere facilmente rimovibili dai tessuti. In più, insieme ad essi sui vestiti da lavoro si vanno a depositare polveri di metalli pesanti e dei relativi ossidi, talvolta dei solventi, insomma tutta una serie di materiali la cui rimozione è particolarmente difficoltosa. Ecco perché i dosaggi dei prodotti, a basse temperature e senza alcali forti, devono essere necessariamente più elevati rispetto a un bucato normale.

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