Lavanda2Il linalool è un componente di olii essenziali, in particolare di quello estratto dalla Lavanda ma presente anche negli olii estratti dalla cannella di Ceylon, dal sassofrasso, dal fiore d’arancio, dal bergamotto, dall’Artemisia dei Balcani, dall’Ylang ylang e da altre piante ancora. All’olio essenziale di lavanda vengono attribuite, fra l’altro, proprietà calmanti e antibatteriche.

Vediamo dapprima le caratteristiche che lo renderebbero accettabile, in qualità di fragranza, secondo i Criteri Bensos: è rapidamente biodegradabile e presenta bassa tossicità per gli organismi acquatici.

Il valore che si usa per valutare la tendenza alla bioaccumulazione lo indica come probabilmente bioaccumulabile; tuttavia, in certi mammiferi il metabolismo fa sì che il linalool, una volta assorbito, venga prima trasformato in sostanze più affini all’acqua, le quali – seppur dopo qualche giorno – vengono escrete con le urine. Consideriamolo “border-line” fino a prova contraria, sotto questo punto di vista.

Ora vediamo le ragioni che invece rendono il linalool inaccettabile secondo i Criteri Bensos. Prima di tutto è un forte allergene, presente nell’elenco dei 26 allergeni, da segnalare in etichetta se presenti almeno allo 0,01% (se il prodotto è da risciacquare) o allo 0,001% (se il prodotto è da tenere sulla pelle, come le creme) come da normativa europea Dir 15/2003/CE e relativo recepimento in Italia (D. Lgs. n. 193 del 03/02/2005). Le molecole che compongono gli olii essenziali sono piccole e leggere – infatti spandono il loro profumo ovunque – e passano facilmente alcune barriere protettive del nostro corpo, come la placenta nel caso di mamme in attesa; noi pensiamo che sia controindicato esporre il feto ai forti allergeni presenti negli olii essenziali, quindi non li mettiamo né nei detersivi né nelle creme.

L’altra ragione importante per non utilizzarlo è legata al sospetto da parte della comunità scientifica che l’olio di lavanda (insieme all’olio dell’albero del tè, Melaleuca alternifolia) sia un interferente endocrino, con attività estrogeno-simile e antiandrogena. Gli studi epidemiologici sono ancora in corso; per ora sono stati pubblicati e studiati test in vitro, nonché singoli casi di ginecomastia prepuberale (problemi ormonali in bambini, con crescita del seno) che hanno destato grande preoccupazione e sono stati ricondotti all’utilizzo di saponi e lozioni contenenti tali olii essenziali. Il timore è anche che possano concorrere all’incidenza del tumore al seno nelle donne, o interferire con le cure nel caso di donne già malate.

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