Bensos sta cercando sempre nuove modalità per abbassare l’impatto ambientale degli imballaggi che vengono utilizzati per i suoi detersivi, detergenti e cosmetici. Per le creme, stiamo passando al vetro con coperchio in metallo; per i detergenti il vetro ci sembra un po’ troppo fragile e pesante, ci stiamo ragionando.

I detersivi liquidi a base acqua hanno bisogno di contenitori che non tendano a biodegradarsi, altrimenti si rischiano perdite durante lo stoccaggio dei prodotti nel tempo. Il materiale ideale è la plastica perché è inerte e non subisce alterazioni; proprio perché è molto resistente, deve essere gestita in modo responsabile, ossia essere scelta fra le tipologie facilmente riciclabili (PE o PP) e che, in caso di smaltimento in inceneritore, non rilascino sostanze tossiche (come invece fanno PVC e altre plastiche).

Negli anni scorsi Bensos ha iniziato a utilizzare taniche al 70% di plastica riciclata, certificate Plastica 2a Vita, ma questo materiale è indicato solo per le taniche le cui pareti richiedono un certo spessore, come le taniche da 20 litri.

Per le taniche che non richiedono uno spessore elevato e quindi più “leggere”, abbiamo ora trovato questo nuovo materiale con un tenore di plastica riciclata del 50%, un po’ inferiore rispetto alle altre ma comunque buono. Questo ci permetterà di continuare a utilizzare recipienti semitrasparenti (che, con percentuali di riciclato maggiori, per le taniche leggere non sarebbero realizzabili) anche nei formati 2 litri e 5 litri.

L’uso di queste taniche permetterà a Bensos di aiutare il comparto della plastica riciclata ad avere “domanda”e non solo “offerta”. Eh sì, perché il fatto di fare la raccolta differenziata è utilissimo per evitare di lasciare plastica nell’ambiente e, di conseguenza, la formazione delle dannosissime microplastiche nei mari (ne abbiamo parlato in questo articolo in quanto derivano sia dai tessuti sintetici sia dagli imballaggi in plastica abbandonati nell’ambiente)… ma siamo sicuri che la filiera del riciclo stia funzionando in modo efficiente?

Le cose stanno così: almeno dal 2018 i cittadini italiani stanno rispondendo bene alle richieste dei Comuni e la raccolta differenziata funziona bene… ma solo a livello di raccolta, non di utilizzo del materiale post-raccolta! Si sono creati problemi di “intasamento” nel comparto del riciclo, non essendoci abbastanza domanda di materiali riciclati da parte delle ditte (e dei cittadini, alla fine) che dovrebbero riutilizzarli. È come se ci fosse posti il problema di raccogliere il materiale per poterlo riutilizzare, senza porsi poi il problema di riutilizzarlo veramente. Il presidente di CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) Quagliolo segnala, nel Rapporto 2019 dell’ente, che il miglioramento costante della raccolta differenziata da parte dei cittadini italiani fa crescere l’offerta di materie prime riciclate, ma a valle la domanda di questi materiali è debole e scarsa. È un problema che riguarda, fra l’altro, anche la carta, per la quale Conai ha dovuto perfino farsi carico dei costi per l’avvio a riciclo di questo materiale, in un periodo in cui il suo valore di mercato era crollato a valori negativi. Insomma: raccogliere in modo differenziato va bene, ma poi bisogna davvero riciclare e incentivare il consumo di articoli in materiale riciclato.

Per concludere, con questa scelta noi di Bensos siamo contenti di aver fatto un ulteriore passo avanti nell’attuazione di criteri ecologici concreti e compatibili con un benessere il più possibile sostenibile.

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