Le creme per il viso e per il corpo che si trovano al supermercato o in profumeria seguono alcuni standard produttivi, volti a soddisfare la clientela soprattutto per alcuni parametri di tipo visivo e olfattivo: la confezione deve essere accattivante e attirare l’attenzione rispetto alla indescrivibile quantità di prodotti concorrenti; una volta aperto il prodotto, il cliente deve sentire un profumo gradevole, possibilmente forte e persistente; in più, la consistenza della crema deve essere ideale, soffice e leggera quanto basta.

Spesso però queste creme nascondono caratteristiche poco adatte al contatto continuo con la pelle, per il quale dovrebbero essere state studiate: trattandosi di prodotti cosiddetti “leave-on”, ossia non destinati a essere sciacquati via bensì atti proprio a essere assorbiti il più possibile dal nostro organismo tramite la pelle, dovrebbero essere fatte con ingredienti particolarmente sicuri.

Un esempio di sostanze oggetto di disputa è la categoria dei cyclosiloxani, utilizzati per il controllo della viscosità e consistenza (oltre che per le loro proprietà antistatiche, emollienti, umettanti e come hair conditioner), in particolare l’octamethylcyclotetrasiloxane (D4)e il decamethylcyclopentasiloxane (D5): molto recentemente la Commissione Europea ne ha decretato il limite superiore (da non oltrepassarsi) pari a 0,1 % nei prodotti da risciacquo (shampoo, etc.) a causa dell’elevata persistenza e pericolosità per l’ambiente. Essendo sostanze volatili, la Commissione è meno preoccupata riguardo al loro uso nelle creme, considerando una scarsa persistenza sulla pelle… considerazione che però non è condivisa da tutti gli enti: per esempio, l’Agenzia per il Farmaco francese (sessione del dicembre 2013) ipotizza che ci possa essere una penetrazione almeno del 10%, nella pelle da parte di tali prodotti; in più, va considerata anche l’inalazione. Le caratteristiche tossicologiche di queste sostanze non sono meno preoccupanti di quelle ecologiche, essendo riconosciute come tossiche per i ciclo riproduttivo e segnalate come sospetti interferenti endocrini (dati NIOSH); considerando che sia il D4 sia il D5 sono bioaccumulabili, Bensos ritiene che sia più prudente sospenderne l’uso nei cosmetici, essendo non necessario.

Sul profumo Bensos ha adottato una posizione di prudenza, che si manifesta sia nella selezione delle materie prime (escludendo in particolare gli olii essenziali) sia nella scelta di utilizzare l’eventuale fragranza nella minor quantità possibile. Anche gli antiossidanti come il BHT e il BHA, aggiunti per evitare l’irrancidimento degli ingredienti grassi, vanno a nostro avviso evitati in quanto sospetti di interferenza con il sistema endocrino.

E via dicendo: le materie prime utilizzate in cosmetica sono numerosissime, tuttavia tanti sono anche i parametri da tenere in conto per la loro valutazione, in considerazione del fatto che le creme vanno a stretto e prolungato contatto con la nostra pelle. In generale, i grassi naturali sembrano effettivamente quelli più compatibili con l’utilizzo sulla pelle e, considerando che una parte di crema verrà poi sciacquata via al prossimo lavaggio del viso o del corpo, sono anche quelli a minor impatto sull’ambiente. Purchè accompagnati da co-formulanti anch’essi atossici e biodegradabili.

Pertanto, una crema che tenga conto dei parametri sopra descritti potrebbe – per esempio – non raggiungere la cremosità ideale, essere meno profumata e avere alcune caratteristiche esteriori non aderenti ai canoni estetici propri dei prodotti industriali, ma sarebbe a nostro avviso più sicura dal punto di vista della tossicità. E più ecologica.

Fra le creme di alta qualità con ingredienti naturali al 99%, le creme Benè hanno il pregio, comune a tutti i prodotti Bensos, di non contenere allergeni.

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