Un aspetto molto importante che riguarda i detersivi e il loro impatto sull’ambiente è la gestione degli imballaggi in plastica. Essendo la plastica il materiale ideale per il loro contenimento, è necessario adottare tutte le misure affinché se ne riduca lo spreco e venga riutilizzata il più possibile.

Taniche per detersivi in plastica riciclata

Un modo è usare imballaggi realizzati in plastica riciclata, proveniente dal ciclo della raccolta differenziata. Un altro è far sì  che l’imballaggio non raggiunga tale ciclo se non dopo essere stato riutilizzato.

Le scelte di Bensos e la collaborazione con i GAS

Bensos da tempo ha adottato entrambe le misure. In particolare, il riutilizzo delle taniche è frutto di una collaborazione di lunga data con i Gruppi d’Acquisto Solidale e con alcuni clienti professionali. Prima di essere restituite, le taniche devono essere ben sgocciolate dalle rimanenze di prodotto e ben risciacquate. Ecco perché non può essere Bensos a farsi carico di queste due operazioni, se non in minima parte:

  • le rimanenze importanti di prodotto nelle taniche rappresentano un inutile spreco: è importante che ogni prodotto venga utilizzato fino in fondo dalle famiglie. Bensos non può assolutamente recuperare in alcun modo tali rimanenze ai fini produttivi, può solo raccoglierle ed eliminarle come rifiuti speciali;
  • Bensos ha verificato che tali procedure (scolatura e risciacquo con acqua pulita delle taniche che non erano state ben preparate per il riutilizzo) applicate su numerose taniche innanzitutto portano via molto tempo, raddoppiando all’incirca il tempo dedicato al loro riempimento con prodotto fresco, e poi creano un notevole volume di rifiuti liquidi speciali, di cui Bensos deve poi commissionare e pagare lo smaltimento in apposito impianto.

Ottimizzazione dei detersivi nelle famiglie

Se ogni famiglia (come alcune già fanno) utilizza fino in fondo ogni tanica di prodotto, scolandola adeguatamente o anche sciacquandola e utilizzando quest’acqua per lavare qualcosa (in lavatrice, per i pavimenti…), sicuramente ne avrà beneficio dovuto all’ottimizzazione dell’utilizzo del prodotto, beneficio che si manifesterà in termini di risparmio economico. Per esempio, se si recupera l’acqua di risciacquo di una tanica di Lavapiatti, la si può aggiungere a un lavaggio di capi colorati in lavatrice, diminuendo la quantità di detersivo per Capi Delicati necessaria al lavaggio stesso.

Altresì, una famiglia può sciacquare una o l’altra tanica appena la vuota, mettendoci pochi minuti e senza creare problematiche particolari di raccolta di rifiuti liquidi e smaltimenti vari (che sono invece un dovere per le aziende, come Bensos), soprattutto se le acque di risciacquo vengono correttamente riutilizzate per lavaggi vari.

Le buone pratiche ecologiche possono davvero aiutare l’ambiente a non degradarsi. È importante che ogni passaggio venga curato e gestito in modo responsabile da ognuno.

Podcast: riutilizzare taniche per i detersivi

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2 Commenti
  1. Salve ho una domanda. Se i prodotti Bensos sono ecologici, perchè dite che devono essere smaltiti come rifiuti liquidi speciali? Grazie per il chiarimento

    • Gentile Marzia,

      come sappiamo, ogni attività umana produce dei rifiuti; rientra nella tutela della salute pubblica il fatto che ognuno di questi rifiuti venga gestito correttamente. In Italia vige il D.Lgs. n. 152/2006 (“Testo Unico Ambientale”), che suddivide i rifiuti in “urbani” quando prodotti in ambito domestico e negli agglomerati urbani e in “speciali” quando prodotti da aziende (attività industriali, artigianali, agricole, di servizi e commerciali). Un altro tipo di classificazione (che può riguardare sia gli urbani sia gli speciali) li definisce “non pericolosi” o “pericolosi”; per passare alla categoria dei pericolosi può esserci anche solo un parametro “fuori”, ad esempio un pH elevato.
      I rifiuti di un’azienda sono formati da qualsiasi cosa che esca dall’azienda e non sia un prodotto da vendere: uno scarto di produzione diverso dall’acqua pura è già un rifiuto, a prescindere dalla sua composizione. Fra l’altro, i limiti da rispettare per poter scaricare direttamente in fognatura le acque aziendali sono strettissimi e non tengono assolutamente in conto l’ecologicità delle sostanze; in pratica, non sono aggiornati sotto il profilo della composizione ecologica o meno. Quindi le acque di risciacquo di apparecchiature e contenitori vanno raccolte e smaltite in modo diverso dal semplice scarico in fognatura.

      I rifiuti liquidi urbani, in particolare quelli domestici, finiscono in fognatura e, per una famiglia, rientrano nei costi forfettari in bolletta dell’acqua. Per un’azienda il discorso è diverso: lo smaltimento va pagato a peso alle aziende che trattano i rifiuti liquidi negli appositi depuratori.

      Spero di aver risposto alla sua domanda. Rimango comunque a disposizione. Buona giornata. Silvia

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